Se un abstract scientifico contiene parole come “delves” o “crucial”, forse l’ha scritto l’IA 

Il 14% degli abstract in ambito biomedico ha tracce di IA. Uno su sette – oltre 200.000 – include infatti parole rivelatrici, comuni nei testi generati da modelli linguistici di grandi dimensioni. La percentuale di abstract manipolati con l’IA sale al 40% per alcuni ambiti. Lo evidenzia un articolo pubblicato su Science, che ha studiato i cambiamenti del vocabolario in oltre 15 milioni di abstract di articoli in ambito biomedico dal 2010 al 2024 indicizzati da PubMed.
L’effetto dell’utilizzo degli LLM sulla scrittura scientifica è davvero senza precedenti e supera persino i notevoli cambiamenti nel vocabolario indotti dalla pandemia di COVID-19.

Tra tutte le 26.657 parole esaminate, i ricercatori ne hanno individuare 454 che sono apparse molto più spesso nel 2024 che in qualsiasi altro anno dal 2010. Si trattava principalmente di termini di “stile” non correlate al contenuto della ricerca e tendevano a essere verbi e aggettivi. Fra queste le più usate sono risultate essere: delves, underscores, showcasing, potential, findings, e crucial.

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Dati statunitensi suggeriscono che il vaccino contro l’HPV funziona molto bene

Dal 2006 la vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV) è raccomandata negli Stati Uniti per le ragazze, con l’obiettivo di prevenire le infezioni da ceppi del virus responsabili della maggior parte dei tumori del collo dell’utero. Dopo quasi due decenni iniziano ad arrivare prove concrete e importanti dell’impatto positivo di questa vaccinazione, non solo sull’incidenza del cancro, ma anche sulla mortalità che ne deriva. È quanto emerge in uno studio recente, i cui risultati sono stati pubblicati su JAMA.

A partire dai dati del National Center for Health Statistics, i ricercatori hanno analizzato l’andamento dei decessi per tumore cervicale nelle giovani donne sotto i 25 anni tra il 1992 e il 2021. Tra il 2012 e il 2019, l’incidenza del cancro cervicale nelle persone sotto i 25 anni è risultata più bassa del 65% circa. Nei primi vent’anni, cioè dal 1992-1994 al 2013-2015, il tasso di mortalità è emerso essere calato del 3,7% circa ogni anno. Questa tendenza sarebbe attribuibile soprattutto al miglioramento dei programmi di screening. Dal 2013-2015 al 2019-2021 la riduzione della mortalità è risultata ancora più importante, con un calo medio annuo del 15,2%, che corrisponde a una riduzione complessiva del 62% in soli 6 anni. In termini assoluti, il numero dei decessi è sceso da 55 nel triennio 1992-1994 a 35 nel 2013-2015, fino ad arrivare a soli 13 casi nel 2019-2021.

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Terapia genica per l’Alzheimer? I risultati preclinici sembrano essere incoraggianti

Pubblicato uno studio importante, che potrebbe aprire la strada alla sperimentazione sui pazienti

Un team di ricercatori dell’Università della California di San Diego ha sviluppato una possibile terapia genica per la malattia di Alzheimer che tenta un approccio radicalmente innovativo nella lotta contro la malattia: invece di focalizzarsi sul contrastare i sintomi o a rimuovere gli accumuli proteici, il trattamento agisce direttamente sul comportamento delle cellule cerebrali malate. Pubblicato sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapylo studio al momento è stato condotto su topi affetti da Alzheimer, ma i risultati sono incoraggianti: la terapia ha permesso di preservare la memoria dipendente dall’ippocampo, una delle funzioni cognitive più compromesse nei pazienti umani. I topi trattati hanno inoltre mostrato profili di espressione genica simili a quelli di animali sani della stessa età, un segnale che le cellule cerebrali hanno potenzialmente riacquisito uno stato più vicino alla normalità.

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Una dieta a base vegetale aiuta ad arrivare più sani ai 70 anni

Qual è l’effetto di una dieta a base vegetale, cioè dove si consumano di rado alimenti di origine animale, rispetto alle malattie croniche? Di studi scientifici ce ne sono molti. Quello che spesso manca è un campione molto ampio con un follow-up a lungo termine, cioè che permetta di monitorare le stesse persone per periodi lunghi, per decenni.

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