Alzheimer: dalla ricerca nuove prospettive per migliorare la conoscenza della patologia

Due recenti studi puntano sull’analisi delle proteine implicate nel deterioramento cerebrale e sulla creazione di nuovi modelli neuronali

Due diversi studi da poco pubblicati su Science, condotti da due centri di ricerca di primo piano a livello mondiale, segnano importanti passi avanti nella comprensione dell’Alzheimer. Da un lato, i ricercatori della prestigiosa Johns Hopkins University statunitense hanno identificato oltre 200 nuove proteine mal ripiegate associate al declino cognitivo, suggerendo che i noti fattori considerati cause della malattia di Alzheimer, ossia gli aggregati di beta-amiloide e tau, potrebbero in realtà essere solo la punta dell’iceberg. Dall’altro, un team dell’ETH di Zurigo ha prodotto in laboratorio più di 400 tipi diversi di cellule nervose a partire da cellule staminali, un salto tecnologico che apre la strada a modelli cellulari molto più precisi per lo studio di patologie cerebrali complesse.

Continua su Osservatorio Malattie Rare

I progressi contro il tumore al polmone

Il tumore del polmone è il terzo tipo di cancro più frequente in Italia, nonché la prima causa di morte oncologica negli uomini e la terza nelle donne. La sua diffusione è dovuta principalmente al tabagismo: circa l’85% delle diagnosi è legato al fumo, in assenza del quale il cancro al polmone sarebbe un tumore raro. Quanto alla mortalità, le statistiche evidenziano che, se il tumore è asportato al primo stadio, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è intorno al 90%. Nella maggior parte dei casi i tumori polmonari sono però diagnosticati quando la malattia è già in fase avanzata. Per questi motivi, per migliorare le opzioni contro il tumore del polmone è fondamentale agire su tutti i fronti: dalla prevenzione primaria alla diagnosi precoce fino alle terapie. Come stanno progredendo le ricerche su questo tipo di cancro? Ne parliamo in occasione della Giornata mondiale del tumore del polmone, che cade il primo di agosto di ogni anno.

Continua su Fondazione AIRC

Virus West Nile in Italia: sorveglianza sì, ma senza panico

Nel Lazio sta crescendo fra le persone la paura per il virus West Nile e i titoli di giornale contribuiscono a un clima di panico. Ma non c’è nessun allarme. “Per il Lazio è una novità solo perché è la prima volta che la regione si trova a gestire questa situazione, ma da quando il virus West Nile è arrivato in Italia, ben 18 anni fa, abbiamo registrato casi ben più a sud del Lazio” spiega Fabrizio Montarsi, studioso di malattie da vettori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. «In genere i virus, quando arrivano in un ambiente nuovo, tendono a diffondersi un po’ di più: tutto qua. Quest’anno nel complesso non c’è nulla di eccezionale: dal 2008 osserviamo andamenti che si ripetono, con una maggiore circolazione ogni 4-5 anni e un picco importante nel 2022.

Continua su Le Scienze