Un nuovo studio potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta contro i superbatteri e altre patologie: grazie all’Intelligenza Artificiale, il design di proteine su misura è oggi possibile in tempi impensabili fino a pochi anni fa. Un gruppo di ricercatori australiani ha realizzato, per la prima volta, una proteina biologica pronta all’uso capace di uccidere batteri resistenti agli antibiotici come l’Escherichia coli, servendosi dell’Intelligenza Artificiale. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, rappresenta un’importante pietra miliare nella ricerca biomedica e segna l’ingresso dell’Australia tra i Paesi in grado di progettare proteine terapeutiche in modo rapido e scalabile grazie all’AI, insieme a Stati Uniti e Cina.
Salute & sanità
La FDA statunitense ha iniziato a usare l’Ai per supportare i revisori
È di giugno l’annuncio della Food and Drug Administration (FDA) – l’EMA americana – di aver iniziato a utilizzare un software di intelligenza artificiale per supportare i dipendenti dell’agenzia – dai revisori scientifici agli ispettori – a lavorare in modo, scrivono, più efficiente. Il sistema si chiama Elsa, ed è stato sviluppato all’interno di un ambiente GovCloud che garantisce una piattaforma protetta per l’accesso dei dipendenti FDA ai documenti interni, mantenendo tutte le informazioni all’interno dell’agenzia. I modelli alla base dello strumento non vengono addestrati sui dati forniti dall’industria regolamentata, assicurando così la protezione di ricerche e dati sensibili gestiti dallo staff FDA.
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La metà degli infermieri ha più di 50 anni, ma all’Università il numero rimane chiuso. Come faremo fra 20 anni?
Mancano infermieri (e medici), ma anche per il prossimo anno accademico – 2025-26 – non se ne fa nulla: il numero resta chiuso per gli infermieri e per tutte le professioni infermieristiche. Non che per l’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia si passi al numero aperto: il test d’ingresso sarà solamente sostituito da tre esami di profitto a conclusione del primo semestre, che sarà aperto a tutti. Chi non supererà questi tre test non potrà passare al secondo semestre.
In sintesi, nonostante i posti siano stati leggermente aumentati negli anni sia per le professioni sanitarie che per Medicina, secondo le previsioni delle varie associazioni di categoria e osservatori, restano sempre troppo pochi rispetto al fabbisogno futuro stimato.
Fertilità: sì, l’inquinamento incide sul ciclo mestruale. Il primo grande studio.
Il ciclo mestruale nonostante siano una componente fondamentale della salute e della vita di miliardi di persone, resta ancora oggi un tema spesso trascurato nella ricerca scientifica. È raro che le mestruazioni vengano considerate nella ricerca epidemiologica ambientale, e ancora più raro che si indaghino i potenziali effetti di inquinanti atmosferici sulla salute del ciclo mestruale. In questo contesto, uno studio recentepubblicato nientemeno che su The Lancet Planetary Health e condotto su una vasta coorte internazionale di utenti dell’app Clue – una piattaforma digitale per il monitoraggio mestruale – ha esaminato, per la prima volta, l’associazione tra l’esposizione al particolato fine (PM2.5) e la regolarità del ciclo mestruale.