Mille persone hanno valutato la moralità di OpenIA. Risultato: non siamo d’accordo su sesso, politica e scienza. 

Il vecchissimo problema: chi stabilisce le regole morali che dovrebbero guidare il comportamento di una macchina? OpenAI ha chiesto a delle persone umane di valutare le risposte del sistema, e non siamo d’accordo su ciò che riguarda sesso, politica e pseudoscienze, cioè sui tre aspetti cruciali dell’esistenza, e che coinvolgono il concetto di credenza.

Il progetto Collective Alignment ha coinvolto oltre mille persone distribuite in diciannove Paesi del mondo (vi sono anche paesi europei, ma l’Italia non compare), e le ha invitate a riflettere su come dovrebbe comportarsi un modello linguistico ideale. Con questo progetto, OpenAI pare scegliere di non limitarsi a un’autoregolamentazione tecnica, ma di avviare un confronto che, se portato avanti, potrebbe cambiare il modo stesso in cui le tecnologie vengono costruite e governate.

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In arrivo il controllo parentale su OpenAI. È sufficiente? 

In questi giorni OpenAI ha annunciato che entro la fine del 2025 introdurrà un pacchetto di strumenti pensato per rendere l’uso di ChatGPT più sicuro per gli adolescenti e più trasparente per le famiglie.
Il nuovo sistema consentirà ai genitori di collegare il proprio account a quello dei figli (che possono iscriversi a ChatGPT dai 13 anni in su!) attraverso un semplice invito via email. Una volta attivato, sarà possibile stabilire regole di utilizzo differenziate per fascia d’età, che saranno impostate come predefinite per garantire una maggiore protezione. I genitori avranno inoltre la possibilità di gestire direttamente alcune funzioni sensibili, come la memoria e la cronologia delle chat.

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Esofago di Barrett, nuove evidenze sui meccanismi all’origine della patologia

L’esofago di Barrett è una condizione patologica che interessa il rivestimento interno dell’esofago e consiste in una modificazione della mucosa, spesso causata dal reflusso cronico di acido gastrico (malattia da reflusso gastroesofageo). Questo cambiamento, che in termini tecnici si definisce metaplasia intestinale, è inizialmente reversibile. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi non trattati, può evolvere in una lesione precancerosa (displasia, inizialmente di basso grado e successivamente di alto grado), fino a degenerare, nel tempo, in una forma di tumore maligno: l’adenocarcinoma dell’esofago. Una revisione pubblicata su JAMA ha stimato che tra il 3 e il 5 per cento delle persone con esofago di Barrett riceverà una diagnosi di adenocarcinoma esofageo nel corso della vita.

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