Ricerca vs Big Tech: chi sta scrivendo la medicina?

Oggi non possiamo più seguire la ricerca scientifica limitandoci a quello che esce dai laboratori universitari. L’intelligenza artificiale e i big tech stanno entrando nel cuore della scienza, influenzando chi decide quali domande porre, quali esperimenti fare e come interpretare i dati.

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V2P: la prima intelligenza artificiale che prevede le malattie a partire dal DNA 

La medicina di precisione compie un nuovo passo avanti grazie a un sistema di intelligenza artificiale sviluppato dai ricercatori della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, a New York, una delle realtà più prestigiose del mondo. Il modello, chiamato V2P (Variant to Phenotype), non si limita a stabilire se una mutazione genetica sia potenzialmente dannosa: è in grado di prevedere quali tipi di malattie o condizioni cliniche quella mutazione è più probabile che provochi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, rappresenta un progresso significativo nella diagnosi genetica e nello sviluppo di terapie mirate per malattie rare e complesse.

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Chi comunicherà la scienza tra 10 anni?

Ci siamo. Per la prima volta, dopo qualche mese, ho ricevuto la risposta che mi aspettavo: “potenzialmente saremmo interessati a collaborare con te, ti conosciamo e stimiamo il tuo lavoro, ma stiamo cercando di capire in che direzione andare con il nuovo anno. Quando arrivano tecnologie che in 20 secondi scrivono un articolo plausibile di 5 mila battute a partire da un paper scientifico, la sfida si fa difficile”.

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Abbassare il colesterolo con la CRISPR

Un singolo trattamento capace di dimezzare colesterolo LDL e trigliceridi, e forse un giorno prevenire l’infarto. No, non parliamo di una nuova statina, ma di un approccio completamente diverso al problema che forse potrebbe in futuro liberare i pazienti dalla dipendenza quotidiana da farmaci come statine, ezetimibe o inibitori di PCSK9 contro l’ipercolesterolemia. È lo scenario che emerge da un piccolo ma significativo trial clinico di fase I pubblicato negli scorsi mesi sul New England Journal of Medicine, in cui una terapia basata su CRISPR–Cas9 ha mostrato effetti sorprendenti sulle principali molecole lipidiche responsabili del rischio cardiovascolare.

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