L’IA si sta dimostrando un valido ausilio per selezionare i follicoli maturi per la fecondazione, analizzare lo sviluppo degli embrioni e rendere le procedure sempre meno invasive.
IA in Sanità
Intelligenza artificiale per anticipare i virus: chi ci sta lavorando e dove
Il Graal della preparazione alle pandemie è essere in grado di prevedere come un virus evolverà semplicemente guardando alla sua sequenza genetica. Un numero crescente di gruppi di ricerca sta utilizzando l’intelligenza artificiale (IA) per prevedere l’evoluzione di SARS-CoV-2, dell’influenza e di altri virus. Lo spiega un articolo pubblicato su Nature in apertura d’anno.
Scienziati impressionati dall’ultimo modello di OpenAI. Ma ancora non basta
In meno di due anni già si parla di nuova rivoluzione dei chatbot di intelligenza artificiale rispetto alla loro accuratezza sulle materie scientifiche. Per la prima volta il nuovo modello o1 di OpenAI è diventato il primo modello linguistico di grandi dimensioni a battere ricercatori con dottorato di ricerca a un test che prevedeva una serie di domande molto complesse, chiamato Graduate-Level Google-Proof Q&A Benchmark (GPQA).
Intelligenza artificiale e calcolo quantistico sono il futuro della scienza medica?
Un’esplorazione nel mondo della ricerca di ultimissima generazione, applicata anche alle malattie rare
A ottobre 2023 la startup danese Kvantify e il Dipartimento di Chimica del King’s College di Londra hanno annunciato una collaborazione per esplorare le applicazioni dell’informatica quantistica nella scoperta di farmaci nell’ambito delle malattie neurodegenerative.
Il 29 aprile 2024 la prima pubblicazione su Nano Letters, la rivista dell’American Chemical Society,: per sondare l’efficacia del peptide antitumorale EEK, una serie di amminoacidi con proprietà antitumorali, il team ha utilizzato simulazioni di queste molecole (simulazione molecolare) e l’apprendimento automatico per studiare la distribuzione di EEK all’interno di una nanoparticella polimerica. Chris Lorenz, del Dipartimento di Fisica del King’s College, ha commentato che questi modelli conformazionali nella nanoparticella potrebbero offrire un altro approccio per migliorare l’efficacia dei farmaci. “Se si riescono a individuare modelli in cui i farmaci con particolari caratteristiche chimiche hanno maggiori probabilità di essere immagazzinati all’interno di una nanoparticella, è possibile progettare formulazioni di farmaci che ottimizzino l’assorbimento degli agenti attivi.”