“C’è bisogno di parlare di editing del genoma umano”

Nature ha aperto il 2025 con un editoriale intitolato “C’è bisogno di parlare di editing del genoma umano”. Sottotitolo: “Tra alcune decine di anni, le tecnologie di editing genetico potrebbero ridurre la probabilità di malattie umane comuni. Le società devono utilizzare questo tempo per prepararsi al loro arrivo”. Il tema è delicatissimo e Nature stessa mette le mani avanti: “Stiamo pubblicando questo lavoro perché è importante iniziare una conversazione su cosa potrebbe accadere se le tecnologie di editing genetico più sofisticate diventassero disponibili, cosa che potrebbe accadere entro 30 anni”. Altrimenti detto: gli ultimi cento anni hanno mostrato che le nuove tecnologie vengono sviluppate prima che si avvii una discussione sui loro impatti etici, sociali e ambientali: cerchiamo di non ripetere l’errore.

Continua su Il Sole 24 Ore

Intelligenza artificiale per anticipare i virus: chi ci sta lavorando e dove 

Il Graal della preparazione alle pandemie è essere in grado di prevedere come un virus evolverà semplicemente guardando alla sua sequenza genetica. Un numero crescente di gruppi di ricerca sta utilizzando l’intelligenza artificiale (IA) per prevedere l’evoluzione di SARS-CoV-2, dell’influenza e di altri virus. Lo spiega un articolo pubblicato su Nature in apertura d’anno.

Continua su Il Sole 24 Ore

Scienziati impressionati dall’ultimo modello di OpenAI. Ma ancora non basta 

In meno di due anni già si parla di nuova rivoluzione dei chatbot di intelligenza artificiale rispetto alla loro accuratezza sulle materie scientifiche. Per la prima volta il nuovo modello o1 di OpenAI è diventato il primo modello linguistico di grandi dimensioni a battere ricercatori con dottorato di ricerca a un test che prevedeva una serie di domande molto complesse, chiamato Graduate-Level Google-Proof Q&A Benchmark (GPQA).

Continua su Il Sole 24 Ore