Un anno di Evo 2. Progettare genomi al 70% è molto per la scienza, non abbastanza per la vita 

Era il marzo 2025 quando apparve in preprint il primo articolo che descriveva Evo 2, un modello di intelligenza artificiale addestrato su 128.000 genomi raccolti da ogni angolo dell’albero della vita: dagli esseri umani ai batteri unicellulari più antichi (ne avevamo parlato ampiamente qui). Esattamente un anno dopo, il 4 marzo 2026, quella ricerca è approdata sulle pagine di Nature, aggiornata, arricchita di nuovi esperimenti e accompagnata da uno strumento inedito — Evo Designer — che permette a qualsiasi laboratorio del mondo di generare sequenze di DNA in tempo reale, a partire da semplici istruzioni testuali.

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RentAHuman: che domande dovremmo farci sulla nuova piattaforma di braccianti del web? 

Ne stanno parlando tutti, ma poche sono le informazioni approfondite che stanno circolando, e meno ancora le domande. A febbraio 2026, è stata aperta una piattaforma web, RentAHuman.ai, che permette di mettere a disposizione il proprio tempo e il proprio talento agli agenti di intelligenza artificiale.

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Come valutare l’applicazione clinica dell’AI ce lo sta dicendo la Cina

Il 26 dicembre 2025 è uscito sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Digital Medicine un articolo dal titolo di per sé poco intrigante e che non è stato ripreso praticamente da nessuno: A novel evaluation benchmark for medical LLMs illuminating safety and effectiveness in clinical domains. Se non fosse che gli autori sono un team di un’azienda cinese – Future Doctor – che ha presentato il primo quadro standardizzato al mondo per valutare l’applicabilità clinica dei sistemi di intelligenza artificiale in medicina.

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