Dieta vegana e dieta onnivora. L’esperimento dei gemelli su Netflix spiegato bene 

Oggi esce la prima puntata dell’inchiesta su cibo e salute che ho curato su Info Data – Il Sole 24 Ore.

Vedremo che cosa dice davvero la letteratura scientifica sull’alimentazione vegana, vegetariana e onnivora, cercheremo di inquadrare le diverse definizioni (alimentazione a base vegetale vs dieta vegana vs vegetarianismo), per capire se davvero è necessario fare scelte radicali per avere dei benefici. Chiacchiereremo – anche in video! – con una persona che ha fatto della cucina vegetale una mission, ci interrogheremo su quanto sia una moda e quanto invece un momento di svolta sociale e di mercato, su quanto gli ospedali offrano oggi una dieta sana ai pazienti, sul fatto se sia possibile o meno svezzare un bambino con un’alimentazione vegetale.

📌In questa prima puntata abbiamo esaminato il documentario in 4 puntate dal titolo Sei ciò che mangi, uscito a gennaio su Netflix, che racconta uno studio pubblicato sulla nota rivista scientifica JAMA, il quale ha evidenziato che mangiare vegano porta più benefici alla salute rispetto a seguire un’alimentazione onnivora, per quanto sana. Chi lo vede si sente coinvolto, non c’è che dire. Ci sono le storie, i volti, le fatiche delle persone. Ma che cosa ci dice questo esperimento e che cosa ancora non ci dice?

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Ecco, spero possa interessare, perché ci abbiamo lavorato molto.

PS. Sottolineo nuovamente che l’inchiesta affronta l’argomento da una prospettiva di salute individuale, perché altrimenti non veniva fuori un’inchiesta ma un libro. Non si sa mai che in futuro affronteremo anche altri aspetti legati all’alimentazione “vegetale”.

In 30 anni un terzo di morti per cancro in meno. Per la ricerca, non certo per lo stile di vita. Infatti ci ammaliamo di più 

Tra il 1991 e il 2020 negli Stati Uniti si è registrato un calo del 33% nella mortalità complessiva per cancro. Grazie a che cosa? Questa diminuzione della mortalità è dovuta in gran parte all’implementazione di campagne di sanità pubblica e a iniziative politiche progettate per ridurre il fumo e aumentare la diagnosi precoce. Tuttavia, i comportamenti correlati con un aumento del rischio di cancro non sembrano diminuire, anzi. Nonostante il il 40% dei tumori diagnosticati ogni anno sia associato a fattori di rischio modificabili con i propri comportamenti (non fumando, non abusando di alcol, seguendo una dieta sana, vaccinandosi contro alcuni patogeni, e via dicendo).
È la sintesi contenuta nel Cancer Progress Report pubblicato nelle scorse settimane dall’American Association for Cancer Research.
Il documento esamina tutta la letteratura scientifica sull’argomento, estrapolando i risultati più validati. Quello che ne emerge è che quasi il 20% delle diagnosi di cancro negli Stati Uniti sia legato all’eccesso di peso corporeo, a modelli alimentari non salutari, al consumo di alcol e all’inattività fisica.

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Che cosa accadrebbe se decidessimo di mangiare carne solo la domenica? 

All’Università di Oxford c’è un team che si occupa di misurare seriamente l’impatto dell’alimentazione di onnivori, vegetariani e vegani sull’ambiente. Recentemente  è uscito sulla rivista NatureFood un nuovo studio, il primo a individuare la differenza che le diete ricche e povere di carne hanno sulle emissioni di gas serra, di uso del suolo, di consumo di acqua, e del suo inquinamento con conseguente perdita di specie. In tutti i casi, i grandi mangiatori di carne hanno avuto un impatto negativo significativamente più elevato rispetto ad altri gruppi. Una differenza enorme, ben maggiore di quanto altri scienziati avevano stimato precedentemente.

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