In molti casi in Italia bambini e adolescenti potrebbero avere abitudini alimentari, e non solo, più sane. Lo mostrano i dati resi noti il 10 maggio 2024 dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute, in occasione della presentazione dei risultati dell’indagine “Okkio alla SALUTE 2023” sullo stato ponderale e gli stili di vita di bambine e bambini.
Alimentazione e salute
Se il cibo sano costasse meno compreremmo meno cibo spazzatura?
Ni.
(mio) Una revisione pubblicata nientemeno che su The Lancet Planetary Health, ci dice che se prolungate, le riduzioni dei prezzi mirate a frutta e verdura (e potenzialmente ad altri alimenti più sani) potrebbero portare a cambiamenti significativi negli acquisti e nei consumi di questi prodotti, sufficientemente sostanziali da produrre benefici per la salute. Ma al tempo stesso non è chiaro se comprando più frutta e verdura smetteremmo sul serio di mangiare cibo meno sano. Al momento infatti non vi sono prove convincenti di eventuali effetti negativi su altri acquisti o consumi derivanti dalla riduzione dei prezzi di frutta e verdura o di altri alimenti considerati “sani”. In ogni caso la domanda che resta aperta è su chi deve ricadere il costo dell’abbassamento del prezzo di frutta e verdura: non certo sui produttori, molti dei quali specie chi lavora nel biologico, faticano a stare a galla.
Sempre più mense universitarie offrono alternative vegetali. Ecco la lista
In Italia oltre una mensa su due non contempla alcun secondo che non sia carne e pesce nell’arco della settimana, mentre una struttura su cinque li propone 1 o 2 volte al massimo. Parliamo di una grande varietà di burger, nuggets, polpettoni e chi più ne ha più ne metta, a base di proteine vegetali cioè legumi, patate, verdure. Senza dimenticare la versatilità della soia con il tofu e il seitan, che hanno un impatto ambientale minimo e numerosi benefici in termini di salute. Nelle mense universitarie toscane si serve l’insalata di tofu e noci, a Torino il tofu marinato con salsa di soia e verdure, a Cagliari le verdure ripiene di tofu, a Roma la cotoletta di tofu, mentre a Cosenza il tofu cipolle e curry e il tofu alla piastra. A Cosenza, a Cagliari e in Toscana vengono offerti seitan e bocconcini di soia.
mio) La grande domanda: perché gli ospedali continuano a dare prosciutto e formaggio ai degenti contro qualsiasi evidenza scientifica?
“Siamo in un momento interessantissimo in cui per la prima volta l’umanità sta riflettendo potentemente su come si alimenta, ma purtroppo ci sono ancora due luoghi dove questo scarsamente accade, ed è paradossale: le facoltà di medicina e gli ospedali” ci racconta Silvia Goggi, medica e nutrizionista che da anni studia i presupposti scientifici della dieta vegana e propone regimi personalizzati ai propri pazienti.
Sesta puntata della nostra inchiesta sull’alimentazione vegetale.