Probabilmente pensi di non consumare molto sale. E invece 

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati della sorveglianza PASSIrelativi al 2022-23 sul consumo di sale nella nostra quotidianità. Solo la metà degli italiani sta attento a quanto sale usa nelle pietanze, nonostante oramai la letteratura medica sia concorde nel raccomandare un controllo del suo utilizzo, sia per la prevenzione degli eventi cardiovascolari che di alcune forme di cancro. Le cose non sono inoltre migliorate rispetto al 2015, quando il 57% degli intervistati dichiarava di fare attenzione al consumo di sale. 

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Malnutriti quasi la metà dei pazienti ospedalizzati 

Dal 30 al 50% dei pazienti ospedalizzati in Europa è malnutrito, che significa spesso, ma non sempre, denutriti. Nella regione europea dell’OMS, circa il 40% dei pazienti ricoverati perde peso involontariamente e la metà non mangia bene ed è a rischio di malnutrizione. Nonostante le evidenze e le linee guida, quasi la metà dei pazienti ricoverati in Europa non riceve assistenza nutrizionale e solo un terzo di chi non è in grado di mangiare da solo a causa della sua condizione riceve integratori alimentari orali o nutrizione artificiale.

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Gli americani non hanno mai mangiato tanto pollo e formaggi come oggi 

Il Dipartimento dell’agricoltura del governo degli Stati Uniti tiene traccia da 55 anni della disponibilità di cibo per oltre 200 articoli, fra carne, farine, pesce, legumi, frutta e verdura. Un database enorme rilasciato in open data, che può essere utilizzato per stimare il consumo di cibo a livello nazionale dal 1970 al 2019: vedere quanta carne di manzo consumano in media gli americani ogni anno e se ne mangiano più o meno rispetto ai decenni precedenti.

È proprio quello che ha fatto Nathan Yau per il sito di Flowing Data. “Per quanto tempo il pollo regnerà sovrano? Si chiede. “Chi vince tra limone e lime? Il gelato magro è davvero gelato? Il pompelmo tornerà mai in auge?”.

In sintesi dall’analisi di Yau, da lui poi visualizzata graficamente qui, è emerso In altre parole, la dieta degli americani, con buona pace delle crescenti evidenze scientifiche che suggeriscono di consumare meno derivati animali, non è radicalmente cambiata in 50 anni.

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