Il consumo di alimenti ultraprocessati potrebbe aumentare significativamente il rischio di sviluppare precursori del cancro del colon-retto in persone sotto i 50 anni. A suggerirlo è uno studio pubblicato sulla rivista JAMA, condotto su oltre 29 mila infermiere statunitensi per 24 anni, partecipanti al Nurses’ Health Study II.
Alimentazione e salute
Antibiotici e ormoni negli alimenti: molti meno di quanto pensiamo
Le contaminazioni chimiche nella filiera alimentare continuano a occupare un posto di rilievo nell’immaginario collettivo, spesso associate a un’idea di rischio diffuso e poco controllabile. Secondo l’Eurobarometro 2025 sulla sicurezza alimentare, i residui di antibiotici, steroidi o ormoni nella carne» rappresentano una delle principali preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare per oltre un terzo (36%) dei cittadini dell’Unione europea.
L’eccesso di peso in giovane età aumenta il rischio di tumore al colon-retto in età adulta
Una delle domande ancora aperte della ricerca oncologica riguarda se ciò che accade nei primissimi anni di vita può influenzare il rischio di ammalarsi di tumore decenni dopo, e quanto. Nello studio dei possibili fattori di rischio del tumore del colon-retto, la terza neoplasia più diffusa al mondo, gli studi sono concentrati principalmente su indicatori antropometrici, come altezza e obesità, e su persone in età adulta. Meno chiaro e studiato era invece il possibile contributo di questi fattori nelle fasi precoci della vita, dalla nascita fino ai 25 anni.
Quante patatine fritte sono troppe per il rischio di diabete?
Un italiano su 5 con più di 70 anni ha sviluppato il diabete (quasi sempre di tipo 2), così come il 5% di chi ha meno di 50 anni. Solo nel nostro paese oltre quattro milioni di persone convivono con questa malattia, sempre più diffusa in tutto il mondo, perché nel caso del tipo 2 è legata agli stili di vita e la cui incidenza aumenta con l’età. Uno studio pubblicato su The Lancet nel 2023 avvertiva che, entro il 2050, il numero di persone con diabete nel mondo raggiungerà quasi il triplo dei casi attuali. Passeremo dai 529 milioni di casi di diabete del 2021 a oltre 1,3 miliardi entro il 2050. In nessun paese si prevede una riduzione nei prossimi trent’anni, e secondo i dati OMS nel mondo oltre 530.000 morti per malattie renali erano in realtà imputabili al diabete, mentre l’iperglicemia è responsabile di circa l’11% dei decessi per malattie cardiovascolari.
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