[PODCAST] Tina Merlin: dalla parte della montagna

A febbraio 2024 è uscito un podcast a firma di Elisabetta Tola per Il Bo Live che mi ha vista coinvolta e che mi rendo conto di non aver mai condiviso. Perdo colpi.

She, green racconta le storie e le azioni di donne del passato e del presente impegnate a difendere il diritto delle comunità a vivere in un luogo sano e in salute.

La puntata riguarda Tina Merlin.

Se interessa, qui.

Infarto, diabete, tumori: ecco come varia la gestione della malattia 

Torniamo a parlare al problema dell’autonomia differenziata fra regioni rispetto al comparto salute, a partire dai dati di un documento del Ministero della Salute, pubblicato a luglio 2024, che raccontano il raggiungimento o meno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il rapporto contiene 88 indicatori ciascuno dei quali viene valutato con un punteggio da 0 a 100, dove la soglia di “sufficienza” è 60.

Per l’area ospedaliera, nel 2022 si nota un miglioramento in gran parte delle regioni dell’indicatore che misura i nuovi interventi di resezione, entro 120 giorni da un intervento chirurgico conservativo per tumore della mammella. I valori più alti si registrano a Bolzano, in Molise e in Basilicata. Gli indicatori di inappropriatezza del setting assistenziale, quale il tasso di ricovero diurno di tipo medico-diagnostico e il tasso di accessi in ricovero diurno di tipo medico aumentano lievemente a livello generale, ma rimangono significative le differenze che si riscontrano a livello regionale.

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Tempestività dell’assistenza sanitaria territoriale. Le regioni più in difficoltà 

Differenze profonde fra le regioni nei tassi di accesso al pronto soccorso, nelle ospedalizzazioni dopo gli interventi per infarto e ictus, disomogeneità nella percentuale di prestazioni con classe di priorità B e D. E ancora, divari nei tassi di presa in carico di persone che necessitano di assistenza domiciliare integrata e di pazienti oncologici che necessitano di cure palliative.

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