Discriminazione e salute mentale delle persone LGBTQ+: ancora nessun dato 

La rivista medica The Lancet ha pubblicato un ampio lavoro di analisi della letteratura sulla salute mentale delle persone LGBTQ+, e in particolare sull’impatto che lo stigma sociale ha sul loro benessere percepito. Risultato: gli articoli rintracciati sono stati 98 e hanno evidenziato che la discriminazione sociale incide sulla salute mentale di queste persone. Le condizioni a livello sociale, le norme culturali e le politiche istituzionali che limitano le opportunità, le risorse e il benessere – contribuiscono al carico sanitario tra gli individui LGBTQ+. 57 di questi 98 articoli collegavano misure oggettive (cioè non auto-riferite) dello stigma strutturale a quelle mentali, 27 a uso di sostanze, 20 a HIV/AIDS o altre infezioni sessualmente trasmissibili e 20 rilevavano impatti sulla salute fisica complessiva.

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I ragazzi nelle grandi città sono meno cosmopoliti che in provincia. Lo dicono i dati GPS 

L’idea comune è che chi “va in città” diventa cosmopolita, impara a conoscere il mondo e incontra persone diverse. Che i grossi centri urbani siano il luogo dell’incontro. I dati che oggi siamo in grado di raccogliere grazie ai GPS mostrano che non è così. Le grandi città favoriscono la segregazione, altro che melting pot. È più facile che gruppi sociali diversi non si mescolino in una grande città rispetto alla provincia.

Una domanda a cui la sociologia fatica a rispondere riguarda la mobilità sociale: quanto e dove si spostano le persone a seconda delle loro caratteristiche demografiche e socio-economiche: i giovani, le donne, le persone con redditi alti, i laureati, gli anziani, gli stranieri?

A gennaio 2024 Nature ha pubblicato i risultati di una ricerca che rimescola le carte fornendo una nuova misura della socializzazione che cattura la diversità socioeconomica, grazie ai dati sulla mobilità dei telefoni cellulari (GPS). Il database ha compreso 1,6 miliardi di incontri nel mondo reale tra 9,6 milioni di persone negli Stati Uniti, per 382 aree metropolitane e 2.829 contee. Risultato: la segregazione dell’esposizione a persone di gruppi sociali diversi è più alta del 67% nelle dieci grandi città più grandi rispetto città più piccole, quelle cioè con meno di 100.000 residenti.

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Svezzamento e linee guida per una dieta a base vegetale 

Ciò che emerge dalla letteratura scientifica  è che seguire una dieta vegetariana e vegana in modo sano senza che manchi alcun apporto nutritivo è possibile, a patto che si tratti di una dieta ben costruita. I casi di malnutrizione e denutrizione documentati non sono dovuti all’assenza di prodotti di origine animale alla dieta, ma al non aver calibrato di conseguenza la propria dieta a base vegetale per garantire l’apporto di proteine, vitamine, grassi insaturi, calcio, necessari. È il fai da te il problema, come lo è anche nella dieta onnivora, seppur per altri aspetti.
Non a caso esistono esempi di ospedali che hanno iniziato a introdurre regimi alimentari di questo tipo per i propri degenti.

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(mio) Il 40% della popolazione mondiale soffre di patologie neurologiche.

Un ampio studio pubblicato il 14 marzo sulla prestigiosa rivista The Lancet Neurology ha evidenziato per la prima volta che 3,4 miliardi di persone in tutto il mondo – cioè il 43% della popolazione mondiale! – convivono con una condizione neurologica, in primis ictus, encefalopatia neonatale (lesione cerebrale), emicrania cronica, demenza, neuropatia diabetica (danno ai nervi), meningite, epilessia, complicazioni neurologiche da parto pretermine, disturbo dello spettro autistico e tumori del sistema nervoso centrale.

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