Chi si occupa di inquinamento, clima e impatto sulla salute sa bene che è uno dei settori dove è più complesso avere delle risposte. Un po’ come accade con la valutazione dell’impatto di certi alimenti sulla salute: non è facile isolare la responsabilità di un singolo fattore nell’eziogenesi di una malattia. Per questo a seconda di come è disegnato lo studio le stime più dettagliate cercano di essere, più differiscono fra loro. Ciò che invece è chiaro da una letteratura scientifica oramai copiosa è che l’inquinamento dell’aria ha un impatto negativo sulla salute. Non sappiamo con certezza quante morti sono attribuibili all’inquinamento atmosferico, ma sappiamo che una parte dei decessi e del cosiddetto “burden” di malattia, cioè del numero di diagnosi di malattie croniche o infettive è correlato con l’inquinamento.
Disuguaglianze sociali e di salute
Tutte le opportunità, poco conosciute, della terapia occupazionale
Trovarsi a casa dopo una dimissione ospedaliera importante con una nuova disabilità, anche solo temporanea. Sapere di quella vicina di casa anziana con i figli lontani, che giorno dopo giorno deperisce e si spegne, anche se non ha apparentemente alcun problema fisiologico di salute e per ora sembra in grado di badare a se stessa. O ancora avere un figlio con delle difficoltà e per questo preso in carico dal servizio sociale che offre lo psicologo e il sostegno a scuola, ma al tempo stesso sentire che non basta, perché nella gestione di tutto il resto della propria giornata è solo e con lui i suoi genitori. O ancora sapere di quella persona che vive un momento di forte difficoltà dopo un lutto e che non riesce a rientrare al lavoro.
Questo lavoro si accompagna a un lungo articolo uscito su Le Scienze di giugno 2024 dal titolo Risorse per rallentare il declino.
Se il cibo sano costasse meno compreremmo meno cibo spazzatura?
Ni.
(mio) Una revisione pubblicata nientemeno che su The Lancet Planetary Health, ci dice che se prolungate, le riduzioni dei prezzi mirate a frutta e verdura (e potenzialmente ad altri alimenti più sani) potrebbero portare a cambiamenti significativi negli acquisti e nei consumi di questi prodotti, sufficientemente sostanziali da produrre benefici per la salute. Ma al tempo stesso non è chiaro se comprando più frutta e verdura smetteremmo sul serio di mangiare cibo meno sano. Al momento infatti non vi sono prove convincenti di eventuali effetti negativi su altri acquisti o consumi derivanti dalla riduzione dei prezzi di frutta e verdura o di altri alimenti considerati “sani”. In ogni caso la domanda che resta aperta è su chi deve ricadere il costo dell’abbassamento del prezzo di frutta e verdura: non certo sui produttori, molti dei quali specie chi lavora nel biologico, faticano a stare a galla.
Chiusure, DAD, mascherine, distanziamento: la pandemia ha inciso sulle scelte della generazione della pandemia?
Abbiamo confrontato il rapporto di Almadiploma, la banca dati del consorzio Almalaurea, sui diplomati 2023 (pubblicato il 29 febbraio 2024) con quello sui diplomati 2019, principalmente intorno a due questioni: opinioni sugli aspetti del corso di studio e diplomati che intendono iscriversi ad un corso di laurea universitario: primi tre gruppi disciplinari per tipo di diploma e genere.