Se il cibo sano costasse meno compreremmo meno cibo spazzatura? 

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(mio) Una revisione pubblicata nientemeno che su The Lancet Planetary Health, ci dice che se prolungate, le riduzioni dei prezzi mirate a frutta e verdura (e potenzialmente ad altri alimenti più sani) potrebbero portare a cambiamenti significativi negli acquisti e nei consumi di questi prodotti, sufficientemente sostanziali da produrre benefici per la salute. Ma al tempo stesso non è chiaro se comprando più frutta e verdura smetteremmo sul serio di mangiare cibo meno sano. Al momento infatti non vi sono prove convincenti di eventuali effetti negativi su altri acquisti o consumi derivanti dalla riduzione dei prezzi di frutta e verdura o di altri alimenti considerati “sani”. In ogni caso la domanda che resta aperta è su chi deve ricadere il costo dell’abbassamento del prezzo di frutta e verdura: non certo sui produttori, molti dei quali specie chi lavora nel biologico, faticano a stare a galla.

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Chiusure, DAD, mascherine, distanziamento: la pandemia ha inciso sulle scelte della generazione della pandemia? 

Abbiamo confrontato il rapporto di Almadiploma, la banca dati del consorzio Almalaurea, sui diplomati 2023 (pubblicato il 29 febbraio 2024) con quello sui diplomati 2019, principalmente intorno a due questioni: opinioni sugli aspetti del corso di studio e diplomati che intendono iscriversi ad un corso di laurea universitario: primi tre gruppi disciplinari per tipo di diploma e genere.

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Sempre più mense universitarie offrono alternative vegetali. Ecco la lista 

In Italia oltre una mensa su due non contempla alcun secondo che non sia carne e pesce nell’arco della settimana, mentre una struttura su cinque li propone 1 o 2 volte al massimo. Parliamo di una grande varietà di burger, nuggets, polpettoni e chi più ne ha più ne metta, a base di proteine vegetali cioè legumi, patate, verdure. Senza dimenticare la versatilità della soia con il tofu e il seitan, che hanno un impatto ambientale minimo e numerosi benefici in termini di salute. Nelle mense universitarie toscane si serve l’insalata di tofu e noci, a Torino il tofu marinato con salsa di soia e verdure, a Cagliari le verdure ripiene di tofu, a Roma la cotoletta di tofu, mentre a Cosenza il tofu cipolle e curry e il tofu alla piastra. A Cosenza, a Cagliari e in Toscana vengono offerti seitan e bocconcini di soia.

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Perché i farmaci scarseggiano? Tutti i meccanismi dietro un fenomeno diffuso

Più Italia, meno Europa, si sente dire… Poi basta porre mente alle complesse dinamiche delle cure farmacologiche per capire che chiudendosi si fa poco, come mostra anche il caso britannico.

Parliamo di carenza di farmaci antidiabete, di immunoglobuline e chi più ne ha più ne metta (la lista dell’AIFA ne conta migliaia).

Perché accade anche in un paese “ricco” come l’Italia?

Abbiamo fatto una chiacchierata con Stefano Moro, Direttore del Dipartimento di farmacologia dell’Università di Padova.

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