MobilitAria 2018: alcuni miglioramenti ma inquinamento e mobilità sostenibile insufficiente

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In questi giorni è stato pubblicato MobilitAria 2018, un rapporto coordinato da Kyoto Club che fa il punto sulla qualità dell’aria nelle 14 grandi città italiane negli ultimi 10 anni, mostrando per ognuna di loro dati e grafici sulla situazione attuale riguardo ai livelli di inquinamento ma anche alle strategie di ecosostenibilità che le varie città stanno mettendo in atto.
Nel complesso, nonostante nei 10 anni considerati (dal 2006 al 2016) si sia registrato un lieve miglioramento della qualità dell’aria con una riduzione delle concentrazioni annuali, le città esaminate sono purtroppo ancora caratterizzate da concentrazioni ben oltre i valori soglia, sia per i particolati che per il biossido di azoto.
L’Italia è uno dei Paesi europei in cui l’inquinamento dell’aria fa più vittime (79,8 mila morti nel 2014, dato EEA) e, per questo, la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro il governo italiano per i superamenti di PM10 e NO2. Inoltre, proprio il mese scorso il Commissario Europeo per l’Ambiente ha comunicato al nostro governo che se non verranno prese a breve misure drastiche per ridurre le emissioni di PM10 e NO2, la questione passerà in mano alla Corte di Giustizia.

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Listeriosi: in Europa aumentano i casi fra anziani e donne

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In questi giorni l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha pubblicato i risultati di una consultazione pubblica sulla prevalenza dei casi di listeriosi – zoonosi dovuta alla contaminazione da Listeriamonocytogenes – nel periodo 2008-2015. I casi in Europa sono aumentati all’interno di due gruppi di popolazione: anziani con più di 75 anni e donne fra i 25 e i 44 anni. I motivi? Certamente un ruolo cruciale lo gioca il fatto di non seguire le corrette misure igieniche nella preparazione dei cibi, per esempio refrigerare gli alimenti a temperature inferiori ai 5 °C. EFSA stima che un terzo dei casi di listeriosi siano dovuti proprio alla crescita di Listeria monocytogenesnegli alimenti preparati e conservati a casa in frigorifero.
La maggior parte delle persone viene infettata tramite il consumo di cibi pronti come pesce affumicato e stagionato, carne sottoposta a trattamento termico e formaggi molli e semi-molli. Ma una minaccia viene anche le insalate pronte, che possono causare infezioni.

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I carburanti europei sono a norma?

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L’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) ha pubblicato i dati  relativi al monitoraggio sulla conformità dei carburanti venduti nei paesi europei per il trasporto su strada nel 2016. Risultato? Nel 2016 si sono registrate 507 situazioni di non conformità nella benzina venduta in Europa e 101 non conformità fra i carburanti diesel.
I superamenti della tensione di vapore nel periodo estivo sono stati segnalati in 14 Stati membri, i superamenti del RON (il Research Octane Number, la prova per testare il potere antidetonante di un combustibile) in 11 paesi, mentre i superamenti nei parametri relativi ai composti aromatici sono stati individuati in 14 Stati.
Il paese che mostra la situazione peggiore è il Belgio, dove sono emerse ben 256 non conformità nella benzina venduta (la metà delle non conformità di tutta Europa!) e 50 tra i diesel. La seconda nazione per risultati negativi è il Portogallo con rispettivamente 64 e 5 non conformità, mentre in Danimarca sono state individuate 33 non conformità per la benzina e 19 in Germania. Possiamo osservare inoltre che i paesi del nord Europa sono quelli che hanno mostrato gli output peggiori.
Per contro, 17 Stati membri hanno riportato meno di 10 non conformità per la benzina, e cinque paesi addirittura la piena conformità (Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Slovenia e Svezia). In Italia le cose non sono andate male. L’EEA ha individuato 3 non conformità per la benzina e 4 per il diesel.
In generale continua a crescere in Europa l’utilizzo di diesel (71,8% del carburante venduto) mentre diminuisce l’uso della benzina (28,2%): nel 2016 in Europa sono stati venduti 100.838 milioni di litri di benzina e 257.206 milioni di litri di diesel. In Italia, il rapporto oggi è addirittura di 1 a 3: nel 2016 sono stati venduti 10.129 milioni di litri di benzina e 29.953 milioni di litri di diesel.
La forbice poi continua ad aprirsi: nel 2001 “solo” il 55,6% dei veicoli europei funzionava a diesel. Inoltre, siamo il secondo paese in Europa per quantità di carburante venduto: solo in Germania se ne sono venduti nel 2016 oltre 24 milioni di litri di benzina e ben 45 mila milioni di litri di carburante diesel.

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È nata HealthDataJ. Curioso?

healthdataj logo

Cari amici,
vi segnalo che da oggi è attiva la comunità di HealthDataJ, un gruppo Facebook che nasce dall’esigenza (mia, anzitutto) di avere un luogo dove condividere i dati (database, rapporti, dossier,…) riguardanti l’ambito sanitario.

L’obiettivo di questo gruppo è costituire un archivio di risorse utili per chi si occupa o si interessa di salute e lo vuole fare “dati alla mano”. Ma penso possa essere anche un luogo per confrontarsi (educatamente) su questi dati.

HealthDataJ è anche una AudioNewsletter (un podcast insomma) che pubblicherò una volta al mese, dove segnalo i dati sanitari più interessanti pubblicati nel mese precedente, in Italia e fuori.

Ieri è uscita la prima newsletter, relativa a Gennaio 2018, dove si parla di morbillo, sorveglianza PASSI, celiachia, sopravvivenza per cancro, pensioni, antibiotico resistenza e molto altro. Poi per ogni puntata trovate sul mio sito l’elenco dei link che vengono segnalati, per andare direttamente ai dati.

[Disclaimer: Lo stile della newsletter non è pop, come va tanto di moda, semplicemente perché io non sono una persona pop, mi interessa che sia anzitutto utile. Perché non video? Banalmente perché mi piacciono di più i podcast, e io non sono tipo da video].

Spero vogliate partecipare numerosi al gruppo. In ogni caso vige la regola del Rasoio di Occam: «Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem», ovvero: postare poco e utile. Non inonderò ogni giorno la vostra bacheca, e vi chiedo di fare altrettanto.

Per tutte le info, visitate la pagina dedicata a HealthDataJ su questo sito!

Grazie!

Cristina