Lo smart working fa bene alla salute mentale. Il primo studio ventennale (che non considera gli anni di pandemia) 

Uno studio condotto su oltre 16.000 lavoratori australiani fornisce nuove evidenze sui benefici dello smart working, rivelando un effetto particolarmente positivo per le donne (meno per gli uomini), soprattutto per chi parte da condizioni di salute mentale più fragili. L’analisi è basata su dati ventennali della Household, Income and Labour Dynamics in Australia Survey (HILDA).
Un elemento fondamentale è che i ricercatori hanno escluso dall’analisi i due anni iniziali della pandemia di COVID-19 per evitare che fattori straordinari influenzassero i risultati. Grazie all’uso di modelli panel con “home-job fixed effects”, sono stati isolati gli effetti dello smart working e del pendolarismo da altri shock personali, come cambi di lavoro o trasferimenti, permettendo di osservare come la salute mentale evolvesse in relazione alle modalità di lavoro. L’analisi ha evidenziato ad esempio che il tempo di pendolarismo non ha effetti significativi sulla salute mentale delle donne, mentre per gli uomini con fragilità psicologica un aumento del tragitto giornaliero può ridurre il benessere mentale, seppure in maniera quantitativamente modesta.

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Progressi e ritardi nella prevenzione del cancro in UE

Il Parlamento europeo ha pubblicato un nuovo studio che valuta a che punto siamo nella lotta contro il cancro. A vent’anni dall’avvio del primo coordinamento europeo e a quattro anni dal lancio dell’Europe’s Beating Cancer Plan, emerge un quadro in chiaroscuro: progressi importanti su vaccinazione HPV e reti di cura, ma ritardi significativi nella prevenzione primaria e nella partecipazione agli screening oncologici. Si tratta del più ampio monitoraggio finora realizzato sull’attuazione del piano, un programma da 4 miliardi di euro che punta a costruire un approccio coordinato e condiviso alla prevenzione e alla cura del cancro in Europa.

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Anthropic e OpenAI si sono sedute intorno a un tavolo per confrontare le proprie “coscienze” 

Nell’estate del 2025, due dei principali sviluppatori di intelligenze artificiali all’avanguardia, Anthropic e OpenAI, hanno intrapreso un esercizio senza precedenti di valutazione incrociata dei propri modelli pubblici, utilizzando test interni focalizzati su comportamenti potenzialmente disallineati o rischiosi. L’obiettivo di questa collaborazione è stato migliorare la comprensione delle “propensioni” delle AI a comportamenti problematici come la servilità eccessiva (sycophancy), la denuncia autonoma (whistleblowing), l’autoconservazione strategica, la cooperazione con usi umani impropri, nonché la capacità di sabotare le stesse valutazioni di sicurezza.

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