È una storia che torna ciclicamente, e che riassume bene il problema dell’influenza: la sua capacità di cambiare volto, rendendolo in grado di eludere vaccini progettati pochi mesi prima. Da qui nasce, da decenni, l’idea di un vaccino antinfluenzale “universale”, capace di offrire una protezione ampia e duratura contro molte varianti del virus, superando l’efficacia media attuale, che rimane intorno al 40-60 per cento.
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Autore: Cristina Da Rold
Abbassare il colesterolo con la CRISPR
Un singolo trattamento capace di dimezzare colesterolo LDL e trigliceridi, e forse un giorno prevenire l’infarto. No, non parliamo di una nuova statina, ma di un approccio completamente diverso al problema che forse potrebbe in futuro liberare i pazienti dalla dipendenza quotidiana da farmaci come statine, ezetimibe o inibitori di PCSK9 contro l’ipercolesterolemia. È lo scenario che emerge da un piccolo ma significativo trial clinico di fase I pubblicato negli scorsi mesi sul New England Journal of Medicine, in cui una terapia basata su CRISPR–Cas9 ha mostrato effetti sorprendenti sulle principali molecole lipidiche responsabili del rischio cardiovascolare.
Ricerca sul cancro: 5 ambiti promettenti per il 2026
In chiusura dell’anno 2025, gli editor delle riviste scientifiche Nature Cancere Nature Biotechnology hanno valutato l’anno scientifico appena concluso, raccogliendo commenti, articoli di attualità e una selezione delle ricerche primarie più rilevanti apparse nel 12 mesi precedenti su Nature e altre testate. Di seguito vi riportiamo una selezione di questo lavoro di sintesi, con 5 filoni di ricerca oncologica che nel 2025 hanno prodotto risultati particolarmente promettenti.
Per Nature il 2025 è stato l’anno del caos (e degli scienziati che usano l’IA per fregare la peer review)
Per Nature il 2025 è stato l’anno del caos (e degli scienziati che usano l’IA per fregare la peer review)
Da un sondaggio di Frontiers emerge che più della metà dei ricercatori usa strumenti di AI per valutare gli articoli scientifici e quasi uno su quattro afferma di averne aumentato l’uso nell’ultimo anno.
A luglio 2025 sempre il gruppo Nature aveva pubblicato le prove del fatto che alcuni ricercatori stanno inserendo messaggi nascosti nei loro articoli scientifici con l’obiettivo di ingannare strumenti di intelligenza artificiale utilizzati nella peer review e ottenere così valutazioni positive per i propri lavori.