New route for COVID-19 into human cells found by scientists

Scientists have known for more than three years that the main entry point for the SARS-CoV-2 virus into the body is the ACE2 receptor. A team in Italy has now identified another receptor, called RAGE, present on the surface of certain human immune cells, which can bind to SARS-CoV-2 and allow it to enter cells, altering their function and leading to a worse prognosis.

The research1 is a collaboration between Antonella Viola’s group at the Department of Biomedical Sciences of the University of Padua, researchers from the Human Technopole group coordinated by Giuseppe Testa, the European Institute of Oncology and the University of Milan.

“Since the beginning of the pandemic, we have been studying the coronavirus using single-cell multiomics, which means mapping the genes of immune cells, cell by cell, to understand how the virus works,” explains Giuseppe Testa, corresponding author of the study at the University of Milan, and head of neurogenomics at Human Technopole.

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Con le piattaforme digitali a scuola l’inclusione funziona meglio 

11 bambini e ragazzi su 100 iscritti nelle scuole in Italia nel 2022 non hanno la cittadinanza italiana: quasi 800 mila persone. La maggior parte di questi studenti si trova nelle regioni del nord. In Lombardia in particolare un bambino su quattro che frequenta la scuola ha la cittadinanza straniera.

Dal 2014 al 2020 sono arrivati in Italia più di 700 mila richiedenti asilo e migranti, e quasi tutti necessitano di supporto nell’apprendimento della lingua italiana, a vari livelli. Dall’inizio della guerra in Ucraina fino a novembre 2022, sono arrivati nel nostro paese circa 49,400 minori rifugiati, che sono stati inseriti negli istituti scolastici.

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I ruoli di genere in TV. I dati del rapporto Rai (c’è ancora tanto lavoro da fare) 

Forse non tutti sanno che nell’ambito del vigente contratto di servizio 2018-2022 con il Ministero dello sviluppo economico per la concessione del servizio pubblico televisivo, radiofonico e multimediale, Rai è vincolata – attraverso i suoi programmi – ad una rappresentazione corretta e attenta dell’immagine della figura femminile, ad un effettivo e compiuto pluralismo dei temi, dei soggetti e dei linguaggi, nonché a favorire la creazione di coesione sociale.

Ma come stanno le cose? Un Rapporto RAI 2022 ha monitorato 1.750 trasmissioni per un totale di 31.020 invitati e invitate. Risultato: viene invitata una donna ogni due uomini. Nel 2021 la quota di persone/personaggi femminili all’interno delle trasmissioni monitorate ha infatti raggiunto il 36,8%, contro il 62,9% di quelli di genere maschile.

In tutte le tipologie di programmi gli uomini invitati come ospiti sono più delle donne, ma con significative variazioni. La presenza femminile più elevata si ha tra i personaggi delle fiction (41,9%) e nell’intrattenimento (40,2%). Seguono le giornaliste presenti nei programmi di informazione: il 38,5% di chi cura rubriche nei TG è donna; così come il 37% di chi lavora nei telegiornali e nell’approfondimento informativo. Più bassa la percentuale di donne presenti o invitate nei programmi culturali (il 32,4%), per scendere poi al 15,8% nelle rubriche sportive. Le donne impiegate in ruoli importanti nelle trasmissioni non fiction, come le conduttrici, superano il 50% (53,3%), mentre le inviate o corrispondenti si mantengono sui valori più bassi. Le opinioniste sono solo il 30,1% e le esperte solo il 22,8%, le conduttrici/giornaliste il 44%.

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A proposito di infezioni sessualmente trasmesse, sai cosa sono i condilomi genitali? 

Nel 2021 il sistema di sorveglianza ha segnalato 6,5 nuovi casi di condilomi genitali al giorno (2372 nel 2021 e 65263 dal 1991 a oggi; 2,5 casi di clamidia al giorno (891 in totale in Italia, 11.383 dal 1991), 2,2 casi di gonorrea al giorno (826 in totale per 10.597 in 30 anni), e 1,6 casi di sifilide I e II (582 nel 2021 e 10.022 dal 1991 a oggi), e un caso ogni due giorni di herpes genitale segnalato (233 nel 2021 e 10.623 in trent’anni). La maggior parte dei contagiati è uomo.

Il Ministero della Salute ha reso noti i nuovi dati sulle infezioni sessualmente trasmesse (IST): in trent’anni, dal 1991 al 2021. Nel complesso possiamo dire che per quasi tutte le malattie (fanno eccezione l’herpes genitale e la sifilide latente) la prevalenza negli ultimi 15 anni è andata crescendo.
Fanno eccezione gli ultimissimi anni, tra il 2018 e il 2020, durante i quali è stata osservata una riduzione del 27,8% circa delle segnalazioni. Questo trend positivo riguarda però gli uomini eterosessuali, ma non gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM). Fra questi ultimi, tra il 2000 e il 2021, si è assistito a un incremento del 23,2% dei casi annui di IST. Non si capisce perché non siano precisati anche i comportamenti sessuali delle donne, dal momento che le IST si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale: vaginale, anale e orale.
Per quanto riguarda la nazionalità, il numero di casi di IST in stranieri è rimasto relativamente stabile dopo il 2012, con una riduzione dei casi dopo il 2017, così come osservato anche tra gli italiani.

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