Gangliosidosi GM1: la storia di Sofia e le ricerche di Università di Padova e SR-Tiget

La storia di Sofiaundici mesi, colpita da una forma rarissima e devastante di gangliosidosi GM1, è una corsa contro il tempo: mentre la malattia neurodegenerativa avanza, i suoi genitori hanno deciso di trasformare l’impotenza in un’azione concreta, avviando una raccolta fondi per sostenere la ricerca scientifica.

L’iniziativa, ospitata su GoFundMeè destinata ad ampliare il finanziamento di un progetto di ricerca all’Università degli Studi di Padova, coordinato da Valentina Poletti e sostenuto da Fondazione Telethon. In pochi giorni sono stati raccolti oltre 20mila euro: risorse che serviranno a finanziare una borsa di studio per un giovane ricercatore impegnato nello studio di una possibile terapia genica per la gangliosidosi GM1.

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ChatGPT Health non sa riconoscere un’emergenza medica

Un chatbot che dovrebbe aiutare milioni di persone a orientarsi nella sanità fatica a distinguere un’urgenza da un appuntamento dal medico di base. È questo, in sintesi, il verdetto di uno studio appena pubblicato su Nature Medicine, che ha messo sotto esame ChatGPT Health, il servizio di OpenAI dedicato alla salute.

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Un anno di Evo 2. Progettare genomi al 70% è molto per la scienza, non abbastanza per la vita 

Era il marzo 2025 quando apparve in preprint il primo articolo che descriveva Evo 2, un modello di intelligenza artificiale addestrato su 128.000 genomi raccolti da ogni angolo dell’albero della vita: dagli esseri umani ai batteri unicellulari più antichi (ne avevamo parlato ampiamente qui). Esattamente un anno dopo, il 4 marzo 2026, quella ricerca è approdata sulle pagine di Nature, aggiornata, arricchita di nuovi esperimenti e accompagnata da uno strumento inedito — Evo Designer — che permette a qualsiasi laboratorio del mondo di generare sequenze di DNA in tempo reale, a partire da semplici istruzioni testuali.

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Antibiotici e ormoni negli alimenti: molti meno di quanto pensiamo 

Le contaminazioni chimiche nella filiera alimentare continuano a occupare un posto di rilievo nell’immaginario collettivo, spesso associate a un’idea di rischio diffuso e poco controllabile. Secondo l’Eurobarometro 2025 sulla sicurezza alimentare, i residui di antibiotici, steroidi o ormoni nella carne» rappresentano una delle principali preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare per oltre un terzo (36%) dei cittadini dell’Unione europea.

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