Infarto, diabete, tumori: ecco come varia la gestione della malattia 

Torniamo a parlare al problema dell’autonomia differenziata fra regioni rispetto al comparto salute, a partire dai dati di un documento del Ministero della Salute, pubblicato a luglio 2024, che raccontano il raggiungimento o meno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il rapporto contiene 88 indicatori ciascuno dei quali viene valutato con un punteggio da 0 a 100, dove la soglia di “sufficienza” è 60.

Per l’area ospedaliera, nel 2022 si nota un miglioramento in gran parte delle regioni dell’indicatore che misura i nuovi interventi di resezione, entro 120 giorni da un intervento chirurgico conservativo per tumore della mammella. I valori più alti si registrano a Bolzano, in Molise e in Basilicata. Gli indicatori di inappropriatezza del setting assistenziale, quale il tasso di ricovero diurno di tipo medico-diagnostico e il tasso di accessi in ricovero diurno di tipo medico aumentano lievemente a livello generale, ma rimangono significative le differenze che si riscontrano a livello regionale.

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Tempestività dell’assistenza sanitaria territoriale. Le regioni più in difficoltà 

Differenze profonde fra le regioni nei tassi di accesso al pronto soccorso, nelle ospedalizzazioni dopo gli interventi per infarto e ictus, disomogeneità nella percentuale di prestazioni con classe di priorità B e D. E ancora, divari nei tassi di presa in carico di persone che necessitano di assistenza domiciliare integrata e di pazienti oncologici che necessitano di cure palliative.

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Gli americani non hanno mai mangiato tanto pollo e formaggi come oggi 

Il Dipartimento dell’agricoltura del governo degli Stati Uniti tiene traccia da 55 anni della disponibilità di cibo per oltre 200 articoli, fra carne, farine, pesce, legumi, frutta e verdura. Un database enorme rilasciato in open data, che può essere utilizzato per stimare il consumo di cibo a livello nazionale dal 1970 al 2019: vedere quanta carne di manzo consumano in media gli americani ogni anno e se ne mangiano più o meno rispetto ai decenni precedenti.

È proprio quello che ha fatto Nathan Yau per il sito di Flowing Data. “Per quanto tempo il pollo regnerà sovrano? Si chiede. “Chi vince tra limone e lime? Il gelato magro è davvero gelato? Il pompelmo tornerà mai in auge?”.

In sintesi dall’analisi di Yau, da lui poi visualizzata graficamente qui, è emerso In altre parole, la dieta degli americani, con buona pace delle crescenti evidenze scientifiche che suggeriscono di consumare meno derivati animali, non è radicalmente cambiata in 50 anni.

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