L’esofago di Barrett è una condizione patologica che interessa il rivestimento interno dell’esofago e consiste in una modificazione della mucosa, spesso causata dal reflusso cronico di acido gastrico (malattia da reflusso gastroesofageo). Questo cambiamento, che in termini tecnici si definisce metaplasia intestinale, è inizialmente reversibile. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi non trattati, può evolvere in una lesione precancerosa (displasia, inizialmente di basso grado e successivamente di alto grado), fino a degenerare, nel tempo, in una forma di tumore maligno: l’adenocarcinoma dell’esofago. Una revisione pubblicata su JAMA ha stimato che tra il 3 e il 5 per cento delle persone con esofago di Barrett riceverà una diagnosi di adenocarcinoma esofageo nel corso della vita.
Autore: Cristina Da Rold
Con l’Intelligenza Artificiale proteine anti E. coli in pochi secondi
Un nuovo studio potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta contro i superbatteri e altre patologie: grazie all’Intelligenza Artificiale, il design di proteine su misura è oggi possibile in tempi impensabili fino a pochi anni fa. Un gruppo di ricercatori australiani ha realizzato, per la prima volta, una proteina biologica pronta all’uso capace di uccidere batteri resistenti agli antibiotici come l’Escherichia coli, servendosi dell’Intelligenza Artificiale. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, rappresenta un’importante pietra miliare nella ricerca biomedica e segna l’ingresso dell’Australia tra i Paesi in grado di progettare proteine terapeutiche in modo rapido e scalabile grazie all’AI, insieme a Stati Uniti e Cina.
La FDA statunitense ha iniziato a usare l’Ai per supportare i revisori
È di giugno l’annuncio della Food and Drug Administration (FDA) – l’EMA americana – di aver iniziato a utilizzare un software di intelligenza artificiale per supportare i dipendenti dell’agenzia – dai revisori scientifici agli ispettori – a lavorare in modo, scrivono, più efficiente. Il sistema si chiama Elsa, ed è stato sviluppato all’interno di un ambiente GovCloud che garantisce una piattaforma protetta per l’accesso dei dipendenti FDA ai documenti interni, mantenendo tutte le informazioni all’interno dell’agenzia. I modelli alla base dello strumento non vengono addestrati sui dati forniti dall’industria regolamentata, assicurando così la protezione di ricerche e dati sensibili gestiti dallo staff FDA.
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La metà degli infermieri ha più di 50 anni, ma all’Università il numero rimane chiuso. Come faremo fra 20 anni?
Mancano infermieri (e medici), ma anche per il prossimo anno accademico – 2025-26 – non se ne fa nulla: il numero resta chiuso per gli infermieri e per tutte le professioni infermieristiche. Non che per l’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia si passi al numero aperto: il test d’ingresso sarà solamente sostituito da tre esami di profitto a conclusione del primo semestre, che sarà aperto a tutti. Chi non supererà questi tre test non potrà passare al secondo semestre.
In sintesi, nonostante i posti siano stati leggermente aumentati negli anni sia per le professioni sanitarie che per Medicina, secondo le previsioni delle varie associazioni di categoria e osservatori, restano sempre troppo pochi rispetto al fabbisogno futuro stimato.