Immagina di poter osservare, in tempo reale e con una precisione mai raggiunta prima, come il tuo sistema immunitario reagisce a un virus. Non in una settimana di lavoro di laboratorio, ma in appena un’ora e mezza. Non con ampolle di sangue, ma con una sola goccia.
È un salto notevole nella mappatura anticorpale, accaduto in appena 7 anni di ricerca, e che potrebbe diventare lo standard per affrontare non solo le pandemie del futuro, ma anche virus come influenza, HIV, malaria. Una tecnologia che apre nuove possibilità per la medicina preventiva e personalizzata.
Autore: Cristina Da Rold
L’AI sta riscrivendo le regole dell’oncologia per i target “impossibili”
Un articolo publicato su Nature Biotechnology propone un cambio di paradigma: una nuova tassonomia dei bersagli da aggredire e più dati aperti
Per decenni, la ricerca contro il cancro ha dovuto fare i conti con un ostacolo insormontabile: una vasta categoria di bersagli tumorali considerati “inattaccabili” dai farmaci esistenti fino a quel momento. Grazie agli ultimi progressi dell’intelligenza artificiale (AI), questa barriera si sta iniziando a sgretolare. La sua capacità di prevedere strutture proteiche, analizzare sistemi biologici complessi e guidare la progettazione di nuove molecole non ha infatti precedenti. Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Biotechnology, descrive come l’integrazione tra l’AI e le nuove modalità terapeutiche stia aprendo la strada a un’era di profonda trasformazione.
I primi virus al mondo progettati dall’intelligenza artificiale
Il 17 settembre scorso è stato pubblicato sul sito web bioRxiv (che significa che ancora non è stato sottoposto ad alcuna revisione scientifica fra pari) uno studio che deve far discutere: i primi virus progettati dall’intelligenza artificiale (IA), capaci di individuare ed eliminare ceppi di Escherichia coli.
Lo studio è firmato da Hie, King e collaboratori dell’Università di Stanford, e dimostra il potenziale dell’AI nel selezionare e progettare in tempi impensabili nuovi strumenti biotecnologici per il trattamento delle infezioni batteriche.
“Strategie come questa potrebbero affiancare le terapie a base di fagi già esistenti e, un giorno, potenziare i farmaci mirati a qualsiasi patogeno”, ha dichiarato a Nature Brian Hie, biologo computazionale. “È la prima volta che sistemi di AI sono in grado di scrivere sequenze genomiche coerenti su scala completa” continua Hie.
Scopri quanti cartoni animati violenti hai visto nella tua infanzia (e pensa che ai tuoi figli va peggio)
I bambini degli anni Ottanta e Novanta – quelli che oggi sono genitori, insegnanti o comunque cittadini adulti – sono cresciuti immersi in un flusso di televisione sorprendentemente violenta.
Un’indagine realizzata nel 1992 dal Center for Media and Public Affairs negli Stati Uniti rivelava che i programmi per bambini contenevano in media 25 atti di violenza all’ora. In cima alla classifica si trovava Dark Water, con 109 atti in sessanta minuti, seguito da Cookie’s Cartoon Club con 100 e Tom and Jerry Kids con 88. Anche Dragon Warrior, Looney Tunes e G.I. Joe registravano valori elevati, rispettivamente 85, 80 e 78, mentre Bugs Bunny and Pals arrivava a 68 e Toxic Crusaders a 63. Per i ricercatori, questi erano programmi da considerare “molto violenti”. Seguivano quelli definiti semplicemente “violenti”: Il mago di Oz e Ducktales con 29 atti l’ora, Beetlejuice con 28, Braccio di Ferro con 27 e, poco sotto, Fantastic Max, Dinosaucers e Chip N’Dale’s Rescue Rangers con 26.