“Come ti senti?” Ecco le risposte degli italiani 

E poi sorpreso dai vostri ‘Come sta’, meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci, tipo ‘Come ti senti amico, amico fragile’. Sono stati da poco pubblicati i risultati della Sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità su come si sentono gli italiani, adulti e dei più anziani, in riferimento al 2024. Risultato: poco più del 6% degli adulti e circa il 9% degli over 65 italiani (Sorveglianza parallela PASSI d’Argento) riferiscono sintomi depressivi e percepiscono compromesso il proprio benessere psicologico per più della metà dei giorni del mese precedente l’intervista.

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Il nuovo modello di IA di Google e Yale contro il cancro basato su 27 miliardi di parametri (sì, hai letto bene) 

Oggi come non mai grazie agli sviluppi accelerati dell’IA, i bigtech si stanno interessando di ricerca scientifica, in primis contro il cancro. Un risultato da maneggiare con attenzione è il proliferare di annunci a vele spiegate prima ancora che i risultati appaiano in riviste peer reviewed, ossia che siano esaminati dalla comunità scientifica.
Anche in questo caso, l’annuncio del CEO di Google e Alphabet su X si basa su un lavoro apparso sul sito BioRxiv, quindi non ancora pubblicato su una rivista scientifica, ed è la doverosa premessa.

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Fibrosi polmonare idiopatica: una nuova classificazione delle interstiziopatie polmonari 

La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia rara, cronica e progressiva che colpisce soprattutto le persone sopra i 60 anni, più spesso fumatori o ex fumatori, ma non esclusivamente. È una pneumopatia interstiziale caratterizzata da un ispessimento e irrigidimento del tessuto polmonare che compromette la capacità respiratoria. Nella IPF la causa rimane, per definizione, sconosciuta (da qui il termine idiopatica), mentre le forme con causa ben identificabile (farmaci, esposizioni ambientali, malattie sistemiche) rientrano invece nelle interstiziopatie “secondarie”.

In Italia esistono centri specializzati in ogni regione, molti dei quali fanno parte di ERN-LUNG, la Rete di Riferimento Europea (ERN) per le malattie rare dell’apparato respiratorio. Tuttavia, la diagnosi resta spesso tardiva, con un ritardo medio di uno o due anni dall’esordio dei sintomi. “Fare una diagnosi precoce fa tutta la differenza: permette di iniziare il trattamento in una fase in cui la malattia può ancora essere rallentata”, spiega la dott.ssa Claudia Ravaglia, dell’U.O. di Pneumologia dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì (FC).

Fondamentale per la diagnosi precoce è una corretta classificazione delle forme della malattia. Un panel internazionale di esperti europei ed extraeuropei, di cui la stessa Ravaglia fa parte, ha recentemente proposto una nuova classificazione delle malattie polmonari interstiziali.

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