A noi di Infodata, che da sempre abbiamo un debole per le mappe, non poteva sfuggire un progetto come BrainSTEM, una vera e propria rivoluzione nella conoscenza del cervello umano in via di sviluppo. Si tratta della mappa più dettagliata e completa mai realizzata delle cellule del cervello fetale, costruita a risoluzione di singola cellula, cioè osservando e analizzando una per una le cellule che compongono il cervello nelle sue prime fasi di formazione.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science Advances, è frutto di una collaborazione internazionale guidata da un gruppo di ricercatori della Duke-NUS Medical School di Singapore, con la partecipazione di partner tra cui l’Università di Sydney.
Autore: Cristina Da Rold
Anche le bibite “light” possono danneggiare il fegato
Non è solo l’alcol a danneggiare il fegato. Anche assumere tanti zuccheri – cosa più facile di quanto possiamo immaginare – porta a un elevato rischio di malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD) — in passato nota come fegato grasso non alcolico (NAFLD).
Uno studio molto ampio appena presentato alla United European Gastroenterology Week 2025, che ha coinvolto 120 mila persone monitorandole per ben 10 anni, ha concluso che non solo le bevande zuccherate, ma anche quelle “diet” o “senza zucchero” hanno effetti dannosi sul fegato, aumentando significativamente il rischio di sviluppare fegato grasso. I risultati si basano sui dati di 123.788 adulti arruolati nella UK Biobank, tutti senza segni di malattia epatica all’inizio dello studio. Le abitudini alimentari dei partecipanti sono state raccolte attraverso questionari ripetuti sulle 24 ore, consentendo ai ricercatori di correlare il consumo di bevande zuccherate (SSB, sugar-sweetened beverages) e di bevande dolcificate con sostituti dello zucchero (LNSSB, low- or no-sugar-sweetened beverages) con lo sviluppo di MASLD, l’accumulo di grasso nel fegato e la mortalità correlata a malattie epatiche.
Adolescenti e droghe: non più per trasgredire, ma per performare meglio
C’è una nuova forma di consapevolezza che attraversa gli adolescenti di oggi: una consapevolezza che nasce dalla fragilità, più che dal desiderio di trasgredire. Non è più la spinta a “sfidare le regole” che segna il passaggio all’età adulta, ma piuttosto il bisogno di sentirsi performanti in un mondo percepito come instabile.
Il rapporto ESPAD 2024, promosso su scala europea ogni quattro anni, ha coinvolto studenti di 16 anni in tutti i Paesi partecipanti. In Italia, la versione nazionale del CNR raccoglie annualmente dati coinvolgendo oltre 20.000 studenti tra i 15 e i 19 anni di più di 3200 scuole superiori pubbliche e parificate.
Individuati 13 nuovi geni dell’obesità, ora riconosciuta in Italia come malattia cronica
Una delle analisi più ampie mai realizzate sul tema chiarisce il ruolo della genetica nell’obesità. Una condizione che il nostro paese, primo al mondo, ha da poco riconosciuto come malattia cronica.