È finito il mito del diventare avvocato o ingegnere. Serve più Life-work balance 

C’era un tempo in cui le famiglie italiane sognavano per i propri figli una scrivania con la targa dorata: avvocato, architetto, ingegnere. Tre professioni capaci di evocare status sociale, reddito sicuro e rispettabilità. Quel tempo, tuttavia, sembra definitivamente tramontato. I dati raccolti dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea che abbiamo scrematofotografano con impietosa chiarezza un cambiamento epocale nelle scelte universitarie dei giovani italiani: in meno di vent’anni, le iscrizioni a Giurisprudenza e ad Architettura si sono quasi dimezzate, in una parabola discendente che non accenna ad arrestarsi. Parallelamente, le nuove generazioni fanno registrare un boom in materie umanistiche, filosofia in testa.

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