Uno studio condotto da ricercatori di Parma e Milano ha dimostrato che interpretiamo le espressioni facciali utilizzando sia l’area motoria che quella emotiva del cervello. Questa scoperta potrebbe risolvere un dibattito ventennale tra gli scienziati che si occupano dei cosiddetti neuroni specchio.
I neuroni specchio si attivano sia quando un essere vivente compie un’azione sia quando guarda qualcun altro compiere la stessa azione. Dalla loro scoperta negli anni ’90 sono stati descritti spesso come la base neurale della nostra capacità di comprendere le azioni di un’altra persona, replicandole nel nostro cervello. Ma ci sono due diverse ipotesi su dove avvenga effettivamente il “rispecchiamento” e l’interpretazione delle espressioni facciali emotive degli altri. Una, chiamata ipotesi della risonanza motoria, suggerisce che ciò avvenga nelle aree motorie e premotorie del cervello. L’altra, chiamata risonanza emozionale, sostiene che il riconoscimento avvenga soprattutto nelle regioni emozionali e interocettive.